31.03.2016 / Erranza / Del radicante e altri segni

Giovedì 31 marzo 2016 inaugura Erranza, bipersonale di Elisa Bertaglia ed Enrica Casentini curata da Petra Cason Olivares negli spazi di Atipografia.


17/03/2016

Dopo “Carte Sospese” di Denis Riva, dove lo spettatore si è trovato ad attraversare una giungla cartacea fatta di carte sospese, figure oniriche e macchie direzionate, punto di partenza per questa mostra è il saggio sull'arte contemporanea “Il radicante. Per un'estetica della globalizzazione” scritto dal critico d'arte francese Nicolas
Bourriaud. 
Chi è, e dove sta andando l'artista contemporaneo?
Qual è la direzione che sta prendendo la ricerca artistica, e che tipo di relazione sta instaurando con la contemporaneità?
Questi i nodi attorno ai quali gravitano le considerazioni di Bourriaud, questioni che le artiste hanno fatto loro per la realizzazione di questa mostra site specific. L'autore, dopo essersi interrogato su quali siano le figure dominanti della cultura contemporanea, riscontra nell'errante (l'immigrato, l'esiliato o il turista) l'individuo figlio del proprio tempo e utilizza un linguaggio proveniente dal mondo vegetale, per descriverne le caratteristiche che lo rappresentano. L'individuo errabondo assume le fattezze e le caratteristiche intrinseche di vegetali come l'edera, “i quali fanno crescere le radici a seconda della loro avanzata”, e trae nutrimento e appoggio dal suolo che, a seconda del suo incedere, è pronto ad accoglierlo.
Pertanto è l'individuo stesso ad adattarsi allo spazio entro (o sopra) al quale esso si muove. Questa mostra diventa, per Elisa ed Enrica, il terreno su cui si incontrano due poetiche stilisticamente differenti, ma convergenti in un tema comune. Una doppia personale “site specific” e “time specific” che concede alle due artiste di confrontarsi autonomamente, dando ampio respiro alle ricerche personali, ma da un lato le piega l'una verso l'altra, non in un semplice accostamento di opere, quanto piuttosto alla ricerca di un approccio condiviso a proposito del tema che è stato argomento di scambio degli ultimi mesi. L'artista radicante porta con sé, e diventano parte della sua identità, i frammenti raccolti lungo questo viaggio (geografico o ideale che sia), “a condizione di trapiantarli su altri suoli e di accettare la loro permanente metamorfosi”. In questo avanzamento costante e ininterrotto “i contatti con il suolo si riducono” e quello che prende piede è un “pensiero nomade”, e in questo continuo movimento l'artista si ritrova a farsi strada tra una distesa di segni, che elabora facendoli propri.


Entrambe “nomadi” per vocazione (Enrica avendo vissuto diversi anni a Londra, Elisa facendo avanti e indietro da New York), si sono ritrovate negli ultimi anni a confrontarsi con identità e altre culture e, in questi passaggi, portano con sé nuove consapevolezze, grandi interrogativi e conseguentemente tentativi di risposta.


ultime news


unplugged

30/08/2022

MIRKO BARICCHI, MATS BERGQUIST, MATTIA BOSCO, GREGORIO BOTTA

Read more...

Angela Vettese presenta “Capire l’arte contemporanea”

16/06/2022

07/07/2022 ore 18.30 un’iniziativa di Allemandi editore e Atipografia

Read more...

"Il vuoto senza misura" | accensione dell'opera

26/05/2022

Da sabato 21 maggio fino a domenica 24 luglio gli spazi di Atipografia ospitano la mostra personale

Read more...

Arcangelo Sassolino “Il vuoto senza misura” | 21/05 - 24/07/2022

03/05/2022

Gli spazi di Atipografia riaprono al pubblico con la mostra personale di Arcangelo Sassolino, Il vuo

Read more...

Chiusura per restauro

21/02/2020

Gli spazi di Atipografia sono chiusi per restauro fino a settembre/ottobre 2020. Vi invitiamo a segu

Read more...