17.02.15 / Carlo Bernardini / Coordinate Invisibili

Inaugurazione Sabato 17 Gennaio - Ore 18:30 Un luogo si può manifestare attraverso un altro, lo spazio può manifestarsi attraverso il tempo ed al contrario il tempo può manifestarsi attraverso lo spazio.


29/04/2022

Nell’arte visiva il campo dinamico di sperimentazione e ricerca sulla trasformazione dello spazio, segna il passo al tempo ed alle innovazioni dovute all’evoluzione del linguaggio. Negli ultimi anni le evoluzioni del linguaggio consequenziali a quelle dei “media” sono cresciute in modo esponenziale, al punto che la loro direzione nel campo dell’arte appare tanto più incerta quanto più in assoluta ascesa. Il concetto di “Spaziotempo” e le tre dimensioni divengono forzatamente superati da organismi visivi pluridimensionali animati da una pulsione ed una vita autonoma. Le dimensioni oscure che sfuggendo alla percezione destabilizzano le certezze fino ai limiti estremi della nostra conoscenza, si riscontrano in un tentativo ambizioso di proiettare nel futuro l’idea e la forma interiore delle cose in luogo del loro involucro esteriore. Le situazioni di maggiore complessità del linguaggio scaturiscono attraverso forme espressive in cui un luogo non assomiglia a sé medesimo, ma si riflette come una legge assoluta ed universale. L’idea e la forma visiva potendo di conseguenza attaccare i concetti di spazio e tempo, mirano a congelare questo luogo unico ed appunto “universale”. Un luogo si può manifestare attraverso un altro, lo spazio può manifestarsi attraverso il tempo ed al contrario il tempo può manifestarsi attraverso lo spazio. Quando un linguaggio visivo giunge sino a questo punto, nella sua forma espressiva possiamo vedere riflessi elementi di noi stessi. La forma visiva può avere invece un’autonoma proporzione che ne regolamenta la struttura interna oltre ad ogni concetto legato a quella stessa forma. Quando materia e tecnica si sviluppano naturalmente, partendo da specifiche necessità al fine di trovare nuove espressioni del linguaggio che si trasformano in stile, l’oggetto in quanto opera cede inevitabilmente il passo all’idea, un’idea che resta comunque indivisibile dalla forma. La tecnica diviene semplicemente il mezzo per arrivare ad un’idea, così gli attuali “media” possono rispondere alle prerogative di un’opera come una sorta di organismo visivo ambientale, e diventare altresì mezzi funzionali ad una fusione nell’architettura. La corrispondenza delle nuove tecniche espressive alle nuove idee è una logica conseguenza all’istintiva libertà data da elementi nuovi. La materia potendo determinare la forma ed il concetto, può avere anche la proprietà di generare essa stessa l’opera. Questa generazione dell’opera esula dalla realtà apparente, avviene quindi mediante l’espressione di un linguaggio che è forma di un mondo interiore che può trasformarsi in esteriore. Si può indifferentemente partire dalla semplicità, oppure giungervi attraverso un processo di sintesi, anche calcolando di disporre di un luogo senza confine, ovvero ipoteticamente uno spazio totale. Lo spazio totale in cui cadono i limiti, che come punto di non ritorno, può tradursi in partenza.

Testo di Carlo Bernardini


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